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Il mio Blog

Marina di Ragusa, il mio paese, è un luogo che amo profondamente, ma spesso mi trovo a pensare che molti dei suoi segreti restano celati sotto la patina di modernità che oggi la contraddistingue. Chi viene qui in vacanza si lascia affascinare dal mare, dal sole e dalla vivacità delle sue strade, ma difficilmente immagina che questa borgata custodisce una storia fatta di radici profonde, di pescatori coraggiosi, di edifici che non ci sono più e di voci che meritano di essere ascoltate.

Ho un sogno. Sogno di creare una mostra permanente che racconti la storia di Marina di Ragusa, per restituire dignità alla sua memoria e far conoscere ai visitatori l’anima autentica di questo luogo. Immagino un piccolo museo, un rifugio di ricordi, dove fotografie, documenti storici, testimonianze e video possano intrecciarsi per raccontare la nostra storia.

Gran parte di questo materiale prezioso me lo ha lasciato mio padre, Guglielmo Carnemolla, poco prima di andarsene. Custodisco con cura le sue fotografie, i suoi racconti, i documenti che testimoniano un passato che rischia di essere dimenticato. A tutto ciò si aggiungono i documentari e i cortometraggi che ho realizzato negli anni, dedicati alla gente e ai pescatori di Marina di Ragusa, figure che hanno plasmato l’identità di questo borgo con il loro lavoro e la loro passione.

Marina di Ragusa non è solo la Torre Cabrera, l’unico edificio storico rimasto. Alla fine dell’Ottocento, esisteva una piccola chiesa che sorgeva dove oggi si trova il monumento ai caduti. Questa chiesa, testimone silenziosa della storia della borgata, fu demolita nel 1925, senza che nessuno si opponesse. Nel dopoguerra, dagli anni ’50 in poi, molti altri edifici storici furono abbattuti per lasciare spazio a case di villeggiatura. Magazzini, tonnare e altri luoghi simbolici, che avrebbero potuto raccontare la nostra identità, sono stati sacrificati in nome di un progresso che non sempre ha rispettato la memoria.

Mi chiedo dove fossero coloro che avrebbero dovuto proteggere i nostri beni culturali, preservando la memoria di quei luoghi unici e significativi. Mi chiedo se, con un po’ più di attenzione e rispetto per il passato, oggi Marina di Ragusa sarebbe un borgo straordinario, ricco di identità e storia, un luogo dove il fascino del passato e il dinamismo della modernità avrebbero potuto convivere armoniosamente.

Per questo il mio sogno è così importante. Non è soltanto un omaggio alle radici, ma un’occasione per custodire e trasmettere la memoria. È il desiderio di mostrare ai visitatori che ogni angolo di questa borgata porta con sé una storia, che dietro ogni sorriso si cela un passato prezioso, fatto di voci, tradizioni e luoghi che non devono essere dimenticati.

Sto cercando un immobile, uno spazio che possa diventare il custode di questa memoria. Non serve un edificio imponente o monumentale, ma un luogo intimo e accogliente, capace di contenere il cuore di Marina di Ragusa, che un tempo portava il nome di Mazzarelli, il suo nome di origine. Uno spazio dove fotografie, racconti, filmati e oggetti possano intrecciarsi, dando voce a una comunità che ha sempre guardato al mare con speranza e orgoglio.

Perché la memoria non è un peso, ma un faro che illumina il cammino verso il futuro. Ed è proprio questo che sogno per Marina di Ragusa, o Mazzarelli, come la chiamavano un tempo: che possa riscoprire e valorizzare la sua anima autentica, per raccontarla a chiunque abbia il desiderio di ascoltare.

Se anche voi credete che la storia meriti di essere custodita e condivisa, unitevi a questo sogno. Marina di Ragusa, o Mazzarelli, come era un tempo, ha tanto da raccontare. Ed è giunto il momento di dare voce alla sua storia.

Antonio Carnemolla

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